II territorio di Brusciano è compreso tra le pendici del Monte Somma e la zona dei Regi Lagni. Vanta una particolare origine geologica: ceneri, lapilli e banchi tufacei risultanti dall’attività vulcanica del Vesuvio hanno costituito il substrato su cui si è formato il suolo locale.
Vi è una doppia ipotesi sulla genesi del nome Brusciano: una riferita alla natura e l’altra alla storia. La prima istanza vuole che, per la presenza di bisce, nella originaria zona paludosa, si debba procedere così: da “bixiae”, “bixianum” e da questi, infine, Brusciano. La seconda proposta prende considerazione da un fatto storico: la spartizione delle terre a favore dei legionari romani, come voleva la tradizione: infatti, nel 122 a.C. la zona di Brusciano fu assegnata alla famiglia “Brutia” o “Bruxia” da cui, poi, il nome del paese. Il territorio di Brusciano, comunque, vanta origini antichissime: autori greci e latini narrando avvenimenti che vedevano come protagonista l’antica città di Nola, hanno evidenziato come i territori compresi tra Napoli e la stessa Nola, avessero una notevole importanza strategica.
L’antico abitato bruscianese, che per secoli riflesse lo splendore della vicina Nola, decaduta la potenza romana, fu travolto dalle violente invasioni barbariche che ne mutarono la configurazione politica ed organizzativa.
Superficie della località: 5,64 kmq.
Numero abitanti e denominazione: 14.019 ca. - Bruscianesi
Patrono: S. Sebastiano
Altitudine: 27 m.
Distanza dai capoluoghi di provincia:
da NA - 24 km., da AV - 42,3 km.,
da BN - 57,2 km., da CE - 25,9 km., da SA - 59,5 km.
Come arrivare:
autostrada A1, uscita Acerra - Afragola; seguire direzione Acerra
Dove informarsi:
Comune tel. 081 5218221
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Dal mercoledì al martedì
dell’ultima settimana di agosto
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I Gigli sono degli obelischi di legno con base piramidale alti 25 metri e sono trasportati a spalla da 120 cullatori a suon di musica. Attualmente i Gigli sono 6 e più precisamente, il giglio della croce, dell’ortolano, dei lavoratori, dell’amicizia, della gioventù e del passo veloce.
In tempi recenti Brusciano crea la sua Festa per ricordare il miracolo di Sant’Antonio del 1875. Si racconta che una donna, con un figlio che versava in gravi condizioni di salute, si rivolse a S. Antonio promettendogli una coroncina tutta d’oro per il bambinello qualora avesse ricevuto la grazia. Il figlio della donna guarì, ma il debito non potè essere onorato così come promesso. Le ristrettezze economiche della povera mamma le permisero nel giorno della processione, il 13 giugno, solo di lanciare dal balcone della misera casa 16 ostie: di esse, 13 andarono a posizionarsi a mò di corona sospesa nell’aria, proprio sul capo del bambinello di S. Antonio.
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