Sorbo Serpico deriva da due termini latini: sorbus, pianta diffusa anticamente nella zona, e serpeus, serpente, ricollegabile forse alla presenza in quest’area di un luogo di culto dedicato a Serapide. Il territorio di Sorbo Serpico era conosciuto già dai romani, che ne sfruttarono le risorse idriche. Ruderi di un acquedotto di età imperiale, che portava l’acqua fino alla colonia Augusta Abellinarum (odierna Atripalda), erano ancora visibili qualche anno fa.
Il borgo si sviluppò però nel medioevo e già dal 901 ne è attestata l’esistenza, quale casale di Conza. Appartenne, poi, come feudo autonomo ai Gesualdo, ai Galeota e ai Della Marra di Serino.
Superficie della località: 8,01 kmq.
Numero abitanti e denominazione: 566 ca. - Sorbesi
Patrono: S. Martino
Altitudine: 480 m.
Distanza dai capoluoghi di provincia:
da NA - 69,5 km., da AV - 10,7 km.,
da BN - 44,6 km., da CE - 72 km., da SA - 36,8 km.
Come arrivare:
autostrada Napoli - Salerno; svincolo Avellino est;
SS7 direzione Sorbo Serpico
Dove informarsi:
www.comunedisorboserpico.it
Comune tel. 0825 981053
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Primo week-end di novembre
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La manifestazione richiama l’attenzione della cittadinanza, di numerosi visitatori di altri comuni e di turisti che trovano in Sorbo Serpico un posto sereno dove sostare. La sagra ha un rilevante interesse turistico, culturale e di costume, valorizza l’immagine e la notorietà di questo comune e in particolare quella del centro storico. Durante la sagra sono previste escursioni nel parco archeologico naturalistico del monte Serpico, si possono visitare le esposizioni di attrezzi e prodotti dell’economia rurale, sono aperte al pubblico corti e cantine e chi lo desidera ha la possibilità di fare un giro in calesse mentre canti e balli tradizionali rallegrano le vie del paese. Alcuni piatti tipici da non perdere sono sicuramente “i maccaronara cò lo sugo”, “paparuli e patate” e naturalmente i dolci “rè castagne”, tutto rigorosamente accompagnato dal vino dei feudi di San Gregorio.
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