Summonte (dal latino Sub monte,
sotto il monte), ha origini pre romane. Il primo documento è costituito da una donazione di un patrizio
longobardo, di nome Leo, all’Abbazia di Montecassino.
Tale documento comprende delle “curtes”,
toponimo di un’ampia contrada Summontese che
nell’atto viene indicato con il nome Transmonte,
forse per la sua posizione rispetto a Benevento. Da
documenti successivi si evince che nel territorio
esisteva una chiesa dedicata a Maria SS. Di Monte
Vergine molto prima del santuario dedicato a San Guglielmo.
Da un contratto di affitto del 1037 risulta coltivato
a Gelso per l’allevamento del baco, il più
antico documento sulla bachicoltura in Italia. Con
i Normanni Summonte passò in condizione di
feudo concesso poi ai Malerba intorno al 1130 e successivamente
ai Della Leonessa, agli Spinelli ed ai Doria, fino
alla eversione della feudalità sancita da Giuseppe
Bonaparte nel 1806. Sotto i Borboni fu costituito
a Summonte un attivo nucleo carbonaro “I Pitti
del Partenio”
Superficie della località: 12,44 kmq
Numero abitanti e denominazione:
1.557 ca. - Summontesi
Patrono: S. Nicola di Bari
Altitudine: 738 m
Distanza dagli altri capoluoghi:
NA - 62,1 km BN - 29,9 km
CE - 61,2 km SA - 45,1 km AV - 11,1 km
Come arrivare:
autostrada Napoli-Bari, uscita Avellino ovest, proseguire sulla SS 374, seguendo le indicazioni.
Dove informarsi: Comune 0825.691424
www.prolocosummonte.it
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2°
- 3° domenica di ottobre
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La sagra della castagna si tiene sin dal 1982 per
iniziativa di alcuni giovani locali spinti da un desiderio
di rinascita, successivo al terremoto del 1980. Nel
corso degli anni grazie all’esperienza acquisita,
la sagra è stata sempre più curata nei
suoi aspetti organizzativi e continua a riscuotere
un grande successo di pubblico, tale da aver varcato
i confini regionali. La castagna del Partenio è
stata per tantissimi anni uno dei nutrimenti principali
dei Summontesi. Lo scopo di questa manifestazione
è quello di far conoscere sempre di più
questo frutto e le amenità del luogo. Le castagne
vengono preparate e poi offerte ai visitatori in diversi
modi, dalle classiche caldarroste, alle flambé e alle immancabili ballotte, il tutto condito da assaggi
di vino aglianico e piedirosso, tanta musica, balli
e canti in allegria.
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