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Pignataro Maggiore

Provincia di Caserta


Cenni storici
 
Sagra del guanto

Non c’è un’origine accertata del nome Pignataro, mentre il termine Maggiore scaturisce dal ricordo dell’antica colonia romana di Interamna Lirenas. Quest’ultima venne fondata dai romani quando, nel IV secolo a.C., per controllare i sanniti e i coloni, si insediarono in un’area ove erano già presenti nuclei abitati, forse di popolazioni di Volsci. La colonia decadde in epoca imperiale e venne distrutta durante le successive invasioni germaniche, nella zona sorse poi un piccolo castello, Terame o Termini, distrutto al tempo di Federico II.
Con le guerre fra papato e impero, durante il regno di Federico II, gli abitanti abbandonarono il sito e solo dopo molti decenni il castello venne nuovamente popolato, durante le guerre di spartizione fra spagnoli e francesi, combattute lungo il Garigliano, Pignataro decadde al rango di casale.
A partire dal settecento, la popolazione si accrebbe anche se il paese era formato solo da una strada e da una fila di case ad un solo piano. Il momento drammatico fu la seconda guerra mondiale, quando il paese fu bombardato più volte e distrutto completamente anche se la popolazione, sparsa per le campagne, riuscì a resistere all’attacco e alla successiva occupazione tedesca.



Info

Pignataro Maggiore
Superficie della località: 31,69 kmq.
Numero abitanti e denominazione: 6.112 ca. - Pignataresi
Patrono: S. Giorgio Martire
Altitudine: 93 m.

Distanza dai capoluoghi di provincia:
da NA - 81,8 km., da AV - 73,4 km.,
da BN - 84,9 km., da CE - 22,2 km., da SA - 91,5 km.

Come arrivare:
autostrada A1; uscita Capua;
immettersi sulla Casilina; seguire le indicazioni

Dove informarsi:
www.comunedipignataro.it
Comune tel. 0823 503411

 
ultima domenica di agosto

Una sagra che nasce una decina di anni or sono ad opera della Pro Loco. Manifestazione popolare di degustazione del tipico dolce a forma circolare, morbido al tatto e al palato e dal corposo e profumato sapore di aromi naturali che, innaffiato da un buon bicchiere di vino bianco, diventa un dessert di raffinata degustazione, oltre che un dolce di squisita fattura e di grande consumazione. Brave massaie, con amorevole cura, preparano i tipici dolci che allietano le serate della sagra, accompagnate da buona musica. La manifestazione è diventata nel tempo un appuntamento per buongustai e ballerini di tutte le età che possono esibirsi in personali performance di ballo del liscio.

Sagra della pizza figliata
terza domenica di settembre


La sagra, fin dalla sua prima edizione nel 1979, è un momento di aggregazione, in occasione della festa di San Vito, patrono del rione Partigiano di Pignataro Maggiore. La pizza figliata è un dolce casalingo, tipico di questa zona, molto calorico ripieno di frutta secca e miele. Ciò che più sorprende è il tempo di preparazione; pare che questo dolce per essere gustato al meglio, debba essere preparato alcune settimane prima di essere consumato, in modo che gli ingredienti si assestino in un’armonia di sapori. Spettacoli di musica all’aperto accompagnano la manifestazione.

 
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