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Pozzovetere

Provincia di Caserta


Cenni storici
 
La sagra dell’asparago di
montagna
 
Pozzovetere si vuole risalga alla stessa epoca di Casertavecchia. Infatti una bolla del Metropolita di Capua, Sennete, datata 1113, nell'elenco delle chiese comprese nel perimetro di Casertavecchia, menziona quella di San Giovanni Battista in Pozzovetere, che tutt'ora esiste.
La tradizione vuole che il nome del piccolo centro derivi proprio da un pozzo vecchio. Quale sia questo pozzo è difficile dirlo; ce ne sono, infatti, diversi di remota costruzione: una sulla via Pozzo, un'altro nel cortile della casa Canonica, un terzo è ancora esistente in un giardino di proprietà privata, in prossimità della via Pisacane. Memoria del pozzo antico si ha nella tradizione locale, che ricorda il passaggio di Sant'Alfonzo, vescovo di S. Agata de' Goti, diretto a Capua attraverso la strada dei Giardoni.
Il santo avrebbe fatto sosta presso il pozzo, per ristorarsi e far rifocillare il suo cavallo.



Info

Come arrivare:
Autostrada A1, uscita casello autostradale Caserta Nord, svoltare a
sinistra e procedere verso Est.

Dove informarsi:
Comitato Fiera dell'Asparago di Montagna
via Pozzo, 1 - 81020 Pozzovetere di Caserta
Tel. 0823 37.17.57
Fax: 0823 28.39.10
http://www.moky.it/fierasparago/index.htm



 
Fine aprile-primi maggio

La manifestazione fu ideata dal frate francescano P. Emilio Siniscalchi, parroco del paese, con la collaborazione di tanti volontari, che contribuirono alla migliore riuscita dell'evento.
L'asparago di montagna nasce, in grande quantità, sulle colline e nei boschi che fanno parte dei colli Tifatini, una cintura naturale posta a protezione di Pozzovetere e delle altre borgate, che costituiscono il quartiere di Casertavecchia. L'asparago di montagna (asparagus tenuifolius) nasce spontaneo ed ha proprietà diuretiche ed aperitive. Si raccoglie dalla fine di marzo a tutto maggio. Questa sagra è rodata ormai da oltre trent'anni di esperienza. La settimana che precede la sagra viene interamente dedicata alla raccolta, alla mondatura e alla conservazione del caratteristico ortaggio.
In seguito, esperte massaie, si cimentano nella preparazione delle squisite "frittelle" e di tante altre pietanze che saranno poi offerte a numerosi visitatori e turisti.


 
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