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Roccamonfina

Provincia di Caserta


Cenni storici
 
La sagra della castagna

Sui monti Frascara e S. Croce, appartenenti al massiccio del vulcano spento di Roccamonfina, nei pressi del centro omonimo che occupa la valle, si conservano due recinti fortificati in opera poligonale, veri e propri osservatori nel complesso sistema di difesa apprestato dai Sanniti in occasione delle guerre contro Roma.
La recente realizzazione di sentieri permette di osservare, in una suggestiva passeggiata archeologica, la fortificazione del monte Frascara, che delimita una zona denominata sin dal Medioevo “Orto della Regina”.
Da qui, inoltre, è possibile affacciarsi sul golfo di Gaeta e sulla vallata del Garigliano, fiume che segnava il confine tra Lazio e Campania in epoca pre romana.



Info

Superficie della località: 30,94 kmq
Numero abitanti e denominazione:
3.803 ca. - Roccani
Patrono: S. Antonio
Altitudine: 612 m

Distanza dagli altri capoluoghi:
NA - 77,2 km BN - 83,7 km
CE - 49,5 km SA - 121 km AV - 100 km

Come arrivare:
autostrada A1 uscita Caiamello,
seguire indicazioni per Roccamonfina
per circa 14 km

Dove informarsi:
Comune 0823.677211

 

 

 

 

 
secondo week-end di ottobre

Roccamonfina sorge tra i castagneti che danno castagne di notevole bontà, che si possono apprezzare e gustare nel corso dei due giorni della sagra, nata nel 1976. S’incontra un festoso susseguirsi di “capannelle” (così sono chiamati i banchetti gastronomici), realizzati con tronchi di castagno, su cui sono esposti dolci, tutti di castagne ed in gran varietà: il classico castagnaccio, il tenero tronchetto, i tartufi, il gelato, ciambelle e torte, oltre al gustoso miele di castagno, al liquore e alla marmellata.
Nessuno lascia Roccamonfina senza aver mangiato almeno le tradizionali caldarroste: quintali di castagne scoppiettanti per tutta la sera sui carboni, in attesa di essere consumate dai visitatori impazienti. Nella sagra oltre le castagne si possono gustare le squisitissime mele dalle quali si ricavano anche il sidro e l’aceto. Di particolare bellezza i mosaici realizzati interamente con le mele. Da non perdere l’assaggio dei frutti più piccoli infornati e glassati. La manifestazione si conclude con lo spettacolo degli sbandieratori.


 
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