Sull’attuale territorio
comunale di S. Arpino gli storici fanno ricadere gran
parte del sito dell’agglomerato urbano dell’antica
Città di Atella. Questa, la cui origine e ancora
avvolta nel mistero, e riportata, nelle scarne fonti
bibliografiche, come centro urbano organizzato a partire
dal IV secolo a.C. Ritenuta importante Città
degli Opici (Osci), popolo anch’esso misterioso,
fece parte di una Confederazione di centri urbani
Osci che aveva Capua come capitale. Città Stato,
con propria autonomia amministrativa e con proprie
monete dalla scritta ADERL, Atella vivrà sempre
nell’orbita politica di Capua. Di questa seguirà
le sorti quando, durante la conquista romana dell’
Ager Campanus, nel 338 a.C. riceverà, come
Città confederata di Roma, il rango di Municipium
e la “Civitas sine suffragio”. Nel 211
a.C., però, per essersi schierata con Annibale,
Atella venne severamente punita e ridotta a Prefettura.
Decimata del Senato, perse ogni suo bene, i suoi abitanti
vennero forzatamente tradotti a Calatia e le sue case
vennero date agli abitanti di Nuceria Alfaterna, città
distrutta da Annibale per non aver tradito Roma. In
seguito ritroviamo Atella come Municipium attorno
al V secolo a.C., quando Cicerone ne divenne difensore
per alcuni possedimenti della Città nelle Gallie.
Superficie della località: 3,20 kmq
Numero abitanti e denominazione:
13.390 ca. - Santarpinesi
Patrono: S. Elpidio
Altitudine: 43 m
Distanza dagli altri capoluoghi:
NA - 27,0 km BN - 63,1 km
CE - 19,5 km SA - 70,8 km
AV - 60,9 km
Come arrivare:
raccordo autostradale Napoli-Salerno A1 autostrada del sole, proseguire poi per S. Arpino.
Dove informarsi:
Comune 081.5014542
Pro Loco 081.8918859
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La
manifestazione, oltre ad essere un suggestivo appuntamento
di folklore e gastronomia, costituisce l’occasione
per rinverdire un’antichissima usanza locale
secondo cui gli Atellani, per festeggiare l’avvento
della Primavera e della Pasqua, si riunivano a mo’
di scampagnata nello spazio antistante il complesso
monasteriale di S. Francesco di Paola e, in tempi
più recenti, nell’area attigua il romitorio
di S. Canione. Qui, tra popolari musiche e coinvolgenti
balli, consumavano il Casatiello, rozzo rustico e
prelibata pietanza della cucina contadina, oggi sintesi
di valori e costumanze. Negli anni scorsi e stato
realizzato il “Casatiello da guinnes dei primati”,
dal peso di circa 4 quintali e contenente circa 4000
uova. Nell’ambito della sagra, si svolge un
simpatico concorso tra le massaie del Paese, sponsorizzato
da rinomati pastifici italiani, per la preparazione
del “Miglior casatiello dell’anno”.
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