Delle tre isole del golfo di
Napoli, Procida è la più piccola.
Fu abitata da coloni Calcidesi dell'isola di Eubea
intorno all'VIII secolo a.C. , ad essi subentrarono
i Greci di Cuma. Successivamente seguirono i Romani,
il cui imperatore Augusto cedette l'isola ai napoletani
in cambio di Capri.
Venendo a tempi recenti, tra il 1910 e il 1911, l'isola
venne dotata di illuminazione elettrica e nel 1957,
ricevette, finalmente, l'acqua attraverso le condotte
sottomarine
provenienti da Napoli.
L'economia procidana conserva una vocazione agricola
e marinara, mentre tendono a scomparire attività
artigianali, come la produzione di funi. Di contro
si sta affermando l'industria turistica.
Nel 1939 nasce la scuola professionale marittima,
trasformata in seguito in istituto professionale per
le attività marinare. Ad Elsa Morante, notissima
scrittrice, è dedicato un premio letterario
che si celebra da moltissimi anni, chiamato "Procida
isola di Arturo" dal suo celebre libro
scritto nel 1957.
Superficie della località: 4.14 kmq
Numero abitanti e denominazione:
10.559 - procidani
Patrono: San Michele
Altitudine: 27 m
Distanza dai capoluoghi:
NA- 24 km, AV- 85 km, Ce - 62 km, BN- 123 km, SA- 90 km
Come arrivare:
Dal molo Beverello Napoli o dal porto di Pozzuoli tramite traghetto.
Dove informarsi:
081-810.91.11 comune
http://www.comune.procida.na.it
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Ultimo
fine settimana di luglio o
primo di agosto
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La
sagra del mare è una manifestazione popolare,
nata nel 1939, durante la quale hanno luogo eventi
sportivi: gare di canottaggio, regate ed eventi culturali.
Il clou della festa è certamente la famosa
elezione della Graziella, un concorso in cui si sceglie,
tra tante candidate, quella che incarna l'ideale della
tipica donna procidana. L'elezione è molto
sentita dalle ragazze, che durante la sfilata, indossano
il tradizionale abito procidano che risale al 1700.
L'evento ha un collegamento dichiarato con l'intensa
storia d'amore di cui furono protagonisti il poeta
francese Alphonse Lamartine e un'umile figlia di pescatori;
una passione così intensa che spinse l'artista
a scrivere un romanzo inspirato alla figura della
ragazza.
Lamartine amò così tanto la donna che,
quando fu costretto a partire, per tornare in Francia,
non riuscì a superare il dolore del distacco
e ne morì. La sagra è un'ottima occasione
per assaggiare i piatti tipici della cucina locale,
tra i quali: cozze, ricci ed altri frutti di mare.
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