Sant' Anastasia è uno
dei più grandi paesi della provincia di Napoli,
ai piedi del monte Somma .Ha origini antichissime,
vi sono infatti presenze di tombe risalenti all' epoca
romana. Durante il periodo Bizantino il territorio
era parte del Ducato di Napoli, spesso in conflitto
con il Ducato di Benevento. Intorno all' anno mille,
il paese non venne più chiamato Santo Nastagio,
ma Sant' Anastasia. Questo territorio seguì
le sorti di Napoli: nel 1266 gli Angioini subentrarono
ai Normanni che valorizzarono molto il territorio
Vesuviano, sul finire del regno di Roberto d' Angiò,
Sant' Anastasia fu ceduta alla famiglia Barrese; dal
1435 e sino al primo decennio del '700, con l' avvento
al potere degli Aragonesi entrò nella sfera
di influenza spagnola. Questa località è
caratterizzata da una vivace attività artigianale
tra cui la lavorazione del rame. Famosi sono i capretti
di Sant' Anastasia.
Per quanto riguarda le attività industriali
tra le altre, la fabbrica più importante è
sicuramente la Corderia Napoletana, risalente al 1919.
Superficie: 17.76 kmq
Numero abitanti e denominazione:
27.300 - Anastasiani
Patrono: San Francesco Saverio
Altitudine: 150 m
Distanza dai capoluoghi:
NA- 5 km, AV- 45 km, CA - 36 km, BN- 83 km, SA- 63 km
Come arrivare:
Autostrada A56, seguire asse di collegamento Lufrano-Lago Patria.
Dove informarsi:
ARCI Nuova Associazione 081/5301490
http://www.comunesantanastasia.it
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La
Piazza adiacente il Santuario della Madonna dell'
Arco è il coinvolgente palcoscenico della sagra
che è giunta alla sua quinta edizione. Questa
è un' occasione per la promulgazione dei prodotti
tipici locali, sia agricoli che artigianali. Canti
e danze folkloristiche fanno da cornice ai numerosi
stands allestiti nella piazza. regina assoluta della
manifestazione è l' albicocca vesuviana, nelle
sue diverse qualità, in alcune aziende locali
si sta sperimentando con successo la coltivazione
biologica.
Nella piazza piena di numerosi stands è possibile
acquistare articoli dell' artigianato locale, assaggiare
i prodotti tipici vesuviani, come la
"ricotta di fuscella " oppure gli squisiti
dolci alla frutta, offerti dalle pasticcerie locali
e ovviamente acquistare le ottime albicocche vesuviane.
Un' atmosfera dal sapore antico pervade la
festa e spesso è possibile incontrare personaggi
"curiosi": può accadere di ritrovarsi
ad essere bersaglio degli apprezzamenti di un "pazziariello"
ma anche, di vedere all' opera " 'o mpagliaseggie
", mestiere oramai in via d'estinzione.
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