Secondo alcune fonti Roccadaspide fu fondata intorno al 70 a.C. da alcuni ribelli di Spartaco (71-73 a.C.), che si insediarono nella zona in cui attualmente sorge il castello, costruendo le loro dimore sulla parte più aspra del monte roccioso. Il suo nome vanta origini antichissime: chiamata Casavetere di Capaccio o San Nicola de Aspro nel 900, compare in alcuni documenti risalenti al 1100 con il nome di Rocca, confermando con questa denominazione l’esistenza di un’antica rocca o di una torre. Successivamente appellata Rocca de Aspro (dal greco “aspìs”, scudo o difesa) nel 1597 la sua denominazione fu trasformata in Rocca de Aspris per diventare, infine, nel XVI secolo, Rocca dell’Aspide e quindi, nel 1850, Roccadaspide. La storia dell’antico comune si è svolta, nel passare dei secoli, intorno al castello feudale costruito nel 1245, ai tempi di Federico II. Il castello, in seguito, venne in possesso dei principi Filomarino di Napoli e, nell’800, della famiglia Giuliani i cui discendenti ancora ne conservano i tesori ereditati. Il monumento più rappresentativo della ridente cittadina è l’importante Castello feudale (XII secolo), fulcro dell’antico borgo, dove, si narra, fu ospitato anche Federico Barbarossa. Il comune di Roccadaspide vanta la presenza di antichissime chiese che sono testimonianza del suo prestigioso passato. La principale è la Chiesa Madre di Santa Sinforosa, ubicata nel cuore del centro storico del paese.
Superficie della località: 64,2 kmq.
Numero abitanti e denominazione: 7684 ca.-Rocchesi
Patrono: S. Sinforosa
Altitudine: 354 m.
Distanza dai capoluoghi di provincia:
da NA - 114,7 km., da AV -91,1 km.,
da BN -127,7 km., da CE 130,2 km., da SA 58,6 km.
Come arrivare:
autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria; uscita svincolo Battipaglia e proseguire per la SS 18
Dove informarsi:
Comune tel. 0828 948211
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Fine ottobre, primi novembre
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Roccadaspide è un antichissimo borgo, conosciuto per la bellezza dei suoi paesaggi, il mistero delle vicende storiche e culturali, ma soprattutto per la bontà della castagna, prodotto tipico per eccellenza. Questa località, ha un’economia prevalentemente agricola e “il marrone” è il vero protagonista dei monti e dei fittissimi boschi che ricoprono il luogo.
Il marrone è una castagna d’eccezionale fragranza, particolarmente ricca di potassio, a cui è dedicata questa sagra, che si svolge da oltre 19 anni.
Festa popolare ma anche ghiotta occasione per chi vuole degustare, presso gli stand allestiti, oltre alle caldarroste, un vasto assortimento di dolci a base di castagne, ballotte, gelati, pane casereccio, pasta, salumi e formaggi della tradizione cilentana. La festa ha l’obiettivo di mettere in luce il connubio tra gastronomia e tradizione, folklore e artigianato, il tutto, per sviluppare il turismo di massa mantenendo intatte le sue tradizioni.
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