
Con questa guida in tasca avrete sfizi per tutto l'anno...
Alcuni libri hanno un'utilità che va perfino al di là delle apparenze.
E' il
caso di Sagre in Campania. Guida alla ricerca delle tradizioni locali,
giunta alla quarta edizione.
Sapere dove e quando si possono gustare il mugliatiello, le cucchiulelle, il
riavulillo, lo sciusciello, il ciammarricchiello è di certo un'informazione
preziosa al palato. Così come lo è darsi appuntamento con i carciofi e i
fagioli migliori del mondo, il vino ricavato dalla rara uva catalanesca, lo
stock che ha nulla da invidiare per sapore al salmone tanto di moda, l'olio
d'annata.
Ma è di più: è un orientamento ai sapori giusti, lontani le mille
miglia dalla cucina omologata e insipida di questi tempi globali.
"La descrizione di ogni sagra è accompagnata dai dati utili a conoscere la
storia e realtà contemporanea del paese in cui si svolge; la grafica è accattivante e orienta bene."
All' ultima pagina resta tuttavia un senso
amaro: perché questa guida ci dice con l'evidenza dei fatti che la Campania
ha ancora un patrimonio incredibile di sapori e di odori, che potrebbere
rappresentare molto di più di una pur nobile tradizione: un futuro ricco.
Invece le industrie scendono dal nord per fare crema o torrone o marrons
glacés delle nostra divine nocciole e castagne; e altro ancora in attesa
che torni il gusto del rischio nell'imprenditoria regionale, ci consoliamo
pensando che nessuno potrà mai toglierci il gusto del fusillo ricavato dal
ferro, del maschio, pastiero, del peperone imbottito.
Con questa guida in tasca avrete sfizi per tutto l'anno.
Pietro Gargano
caporedattore de "il Mattino"
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